Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità

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 Accompagnare i malati terminali 

 

 

Come accompagnare i malati terminali? Di seguito il testo della dr.ssa Amanda Castello, estratto dal corso "fino alla morte accompagnare la vita".

 

“Mentre il nostro uomo esteriore se ne va in rovina,  

il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno.” 

 San Paolo ai Corinti. 

 

Nel nostro mondo, moderno ed industrializzato, il sistema dei valori tende a premiare l'individualità e il rendimento, ed è accompagnato da una visione dualista della vita e della morte.

 

La morte, in effetti, considerata l'antitesi della vita, nonché interruzione di un processo produttivo, è vista solo come l’assoluto della tragicità del destino umano perché intesa come la fine dell'esistenza individuale. Solo coloro che sono dotati di grande spiritualità riescono ad attenuare l'angoscia e la paura della morte.

 

Conseguenza dell’organizzazione spersonalizzante della società, la famiglia tende sempre più a perdere la valenza di "nucleo sociale" e a disgregarsi, mentre l'individuo vive in uno stato di crisi, sentendo comunque nostalgia del gruppo.

 

Quando la malattia grave colpisce e rende inoperante chi ne è vittima, il fragile equilibrio rischia di crollare.

 

Come affrontare allora i numerosi problemi a cui si trovano confrontati gli attori del dramma: malato, familiari, amici?

 

Come aiutare chi soffre, chi ha paura, chi si sente perso e abbandonato, intrappolato nel vortice di una patologia grave vissuta spesso come un’ingiustizia personale.

 

La malattia oggi viene percepita come un colpo a tradimento. Accantonata dai condizionamenti della cultura occidentale, la morte si ripresenta all’orizzonte come una realtà di cui l’avvicinamento fa crescere l’angoscia e il sentimento di impotenza.  

 

Nella nostra società, si è dimenticato che non potendo essere negata perché parte integrante della vita, la morte ha diritto a riappropriarsi del posto che le compete.

 

Per l'uomo moderno, la morte è sempre più indice di "fallimento" e pertanto è inaccettabile. La negazione della morte oggi è l'ultimo tentativo disperato per far fronte al malessere della nostra società.

 

Tuttavia la crisi dei valori che essa attraversa e la convivenza più o meno forzata con popolazioni portatrici di altre culture e religioni, inducono a nuove riflessioni anche sul senso del vivere e del morire. (...)

 

© Amanda Castello 

 Estratto dal corso "Fino alla morte accompagnare la vita"

 

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