Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità

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XI Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile
11 novembre 2010, Estate di San Martino
a Piacenza... un vero successo!

E’ stato un vero successo il connubbio tra teatro e cure palliative proposto dall’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. onlus in occasione della XI Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile, 11 novembre 2010, Estate di San Martino.

Lo dimostrano il forte coinvolgimento degli spettatori, anche dei molti giovani delle scuole piacentine presenti in sala, e i commenti positivi del pubblico a fine spettacolo.

Il benvenuto è stato dato dalla dr.ssa Amanda Castello, fondatrice dell’A.R.T., che ha introdotto la Giornata ringraziando la Fondazione di Piacenza e Vigevano per l’ospitalità data presso lo splendido auditorium in via Sant’Eufemia a Piacenza e il sostegno.

 

la dr.ssa Amanda Castello, fondatrice A.R.T. (foto Cavalli)

 Un video simpatico: “A teatro con l’A.R.T. per l’11 novembre”

Raccontare il significato della Giornata Nazionale contro la Sofferenza Inutile della Persona Inguaribile attraverso un video è risultato una scelta vincente. Spezzoni di filmati, foto e immagini buffe sono state intelligentemente montate da Lucia Tagliaferri, realizzatrice del video,  per trasmettere, senza appesantire, un messaggio su una tematica che sappiamo tutti non essere semplice da comprendere per ragazze/i  dai 13 ai 16 anni.

La voce soave e rassicurante dell’attrice piacentina  Stefania Gennari del Gruppo Teatrale Quarta Parete ha sedotto il pubblico.

Guarda il video:
“A teatro con l’A.R.T. per l’11 novembre”


                                               

 Da lì la parola è stata lasciata al toccante spettacolo teatrale “Brevissima Storia di una bambina e di una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna”.

L’opera è tratta dall’omonimo libro del Dr. Giampietro Scalia, medico anestesista presso l’Ospedale di Piacenza.


 
il Dr. Giampietro Scalia con la dr.ssa Castello

 A dar voce alla protagonista della storia l’attore torinese Franco Collimato, che ha collaborato con il dr. Scalia per la riduzione teatrale dal libro.


 

 
 

Franco Collimato in un momento dello spettacolo (foto Cavalli )

 Ma cos’è il teatro senza la musica? La musica è un linguaggio universale che trasmette sensazioni ed emozioni e , in quest’opera, rafforza la comunicazione. Il dr. Francesco Montagni, medico chirurgo presso l’ospedale di Piacenza, è anche musicista nonchè amico dell’autore. Offre allo spettacolo il suo contributo artistico: brani da lui composti ed eseguiti al pianoforte.



il pianista dr. Francesco Montagni (foto Cavalli)

“Come accade nel libro La Storia Infinita di Michaele Ende, grazie a questa rappresentazione teatrale siamo entrati nel libro, siamo entrati nella storia” ha commentato a fine spettacolo la dr.ssa Castello.

Pubblicheremo sul nostro blog la prossima settimana alcune scene tratte dallo spettacolo per far cogliere, più che con mille parole, l’intensità e la bellezza della storia di una bambina di 8 anni che, dalla piccola stanza in cui si trova, ci racconta il suo mondo, le sue emozioni e la malattia che si trova ad affrontare. 

 

l'attore Franco Collimato (foto Cavalli)

 

L’applauso interminabile e commosso degli studenti

Positiva la reazione dei giovani delle scuole presenti e dei loro insegnanti, interessati a portare avanti la riflessione anche in aula attraverso il percorso dell’A.R.T. Padì - Parole Discrete.


 

“Ringrazio l’A.R.T. per aver voluto proporre ai giovani delle scuole questo spettacolo. Credo sia un segno di profondo rispetto e di fiducia nei loro confronti. I ragazzi e le ragazze non sono solo il nostro futuro, come spesso si dice, ma sono anche il nostro e sopratutto il nostro presente. Per questo credo che noi adulti dovremmo imparare a trattarli come “Persone” avendo quindi anche il coraggio di affrontare con loro temi importanti come quello della malattia e della fine della vita” ha commentato Franco Collimato rivolgendosi al pubblico presente a fine spettacolo.


 

 

La 3° C della Scuola Media Italo Calvino in primo piano e la 2° Scientifico del Liceo Gioia in fondo (foto Cavalli)

I bambini e le cure palliative

Con Brevissima Storia di una bambina e di una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna”, l’A.R.T. ha voluto affrontare un tema  delicato quanto importante: i bambini gravemente ammalati e bisognosi delle cure palliative.


Cosa sono le cure palliative?

 

 

WHO - OMS Organizzazione Mondiale della Sanità


L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità definisce le cure palliative come “la cura attiva, totale dei pazienti la cui malattia non risponde più ai trattamenti curativi. Il controllo del dolore, di altri sintomi e dei problemi psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza. Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento delle migliore qualità di vita per i pazienti e le loro famiglie.”

Da anni, l’A.R.T. lavora per sensibilizzare ed informare la popolazione sui temi dell’hospice e delle cure palliative, senza dimenticare quelle pediatriche.


 

Le cure palliative non fanno distinzioni di destinatario. La malattia grave può colpire un adulto, ma anche un giovane e perfino i bambini. Le cure palliative dedicano loro, quindi, un’attenzione speciale. Cominciano ad aprirsi alcuni hospice pediatrici per aiutarli meglio.

Per molto tempo il paziente pediatrico è stato escluso dalle cure palliative, e tuttora troppo spesso gli interventi palliativi rivolti al bambino sono limitati ad esperienze individuali ed isolate. Diverse le motivazioni che probabilmente hanno portato e condizionano il persistere di tale situazione: culturali, affettive, educazionali, organizzative ed economiche.

Oltre a ciò, esiste sicuramente una difficoltà emozionale nell’affrontare il problema stesso: non è facile parlare di inguaribilità e di morte quando il paziente è un bambino.

Nella grande e nobile avventura per la lotta contro la sofferenza inutile della persona inguaribile, qualsiasi sia la sua età, l’A.R.T. ce la mette tutta! 

Nella Giornata, l’A.R.T. ha inoltre richiamato l’attenzione dei presenti sulla Legge 38 del 15 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” e sulle difficoltà che rimangono da superare dopo la sua approvazione.

Limiti significativi permangono soprattutto per quanto riguarda la prescrizione dei farmaci contro il dolore, in particolare della morfina e dei suoi derivati.

I medici delle Organizzazioni Non Profit (ONP), elemento essenziale e imprescindibile nella Rete delle Cure Palliative, in alcune Regioni, non possono prescrivere gli oppioidi sul ricettario del Servizio Sanitario Nazionale/Regionale. Questo comporta inutili ritardi nell’approvvigionamento dei farmaci. Certamente la soluzione di questo problema burocratico, che obbliga ad una doppia prescrizione (medico ONP + medico di base), aiuterebbe l’Italia ad allinearsi con i paesi europei più avanzati e permetterebbe a tante persone di liberarsi dalla sintomatologia dolorosa inutile quando abbiamo i mezzi per combatterla.


  

Tra i progetti dell'A.R.T. per la lotta al dolore, c'è il Regolo Padì A.R.T.

 

Per questo la Federazione Cure Palliative chiede ai cittadini la loro firma perché tutti i medici palliativisti, in particolare quelli delle Organizzazioni Non Profit, possano prescrivere i farmaci contro il dolore.

Potete firmare la petizione
anche on-line a questo link.


Insieme possiamo fare molto!