Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità

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Il lutto del bambino  

 

© Dr.ssa Amanda Castello 

 

“E’ da poco tempo che la nostra società si è decisa a considerare il bambino nella sua dimensione di persona. L’attenzione alla comprensione della morte da parte del bambino, lo studio delle differenze di percezione secondo le fasce di età risultano essere un fenomeno recente.  

 

Se la consapevolezza della sofferenza del bambino in lutto ha portato a delle riflessioni negli anni cinquanta in Inghilterra e in Francia, bisogna aspettare gli anni ottanta perché una ricerca e un approccio terapeutico sistematici siano messi in atto, in alcuni paesi, per aiutare il bambino ad elaborare il suo lutto.  

 

Il bambino come l’adulto si trova a confrontarsi con delle perdite temporanee o permanenti, delle separazioni, dei lutti. A seconda dell’età e del grado di maturità, la sua comprensione e quindi le sue reazioni al fatto sono diverse. Troppo spesso, l’adulto tende a nascondere la morte. L’intenzione confessata è di proteggere il bambino, ma l’incapacità dell’adulto ad affrontare la realtà lo conduce a rifugiarsi nella scelta della congiura del silenzio. Sovente, il piccolo è allontanato, gli viene negato di essere presente alla fine della vita del suo caro e impedito di salutarlo. Storie fantasiose gli sono raccontate per tentare di spiegare l’assenza, ma le menzogne, anche le più articolate, non riescono ad impedire la consapevolezza del bambino che anche se non sa, intuisce e vive queste incoerenze in uno stato di angoscia e di confusione. Il bambino capisce sempre di più di quanto si crede. Si sa oggi che il modo in cui un bambino vive i suoi primi lutti condiziona quelli che affronterà nel futuro. 

 

Le reazioni del bambino possono sorprendere ed apparire incomprensibili, (apparente indifferenza, assenza di emozioni), oppure essere difficile da gestire: agitazione, aggressività, mutismo, abulia, apatia, disperazione, manifestazioni somatiche del trauma (insonnie, incubi, paure inesplicabili, dolori, enuresi o encopresi, sintomi dermatologici, disturbi dell’alimentazione, disturbi del comportamento, allucinazioni,  balbuzie…), auto-colpevolizzazione dell’accaduto, paura  di crescere. 

 

Bisogna restituire alla morte la sua naturalità nel processo del vivere e cominciare a parlare di morte prima che essa avvenga. Favorire la manifestazione delle emozioni e lo scambio delle stesse tra attori adulti e piccoli è importante per la ricostruzione del modello relazionale infranto, ma ricordandosi che il bambino può essere travolto da una sofferenza che non gli viene spiegata e della quale potrebbe sentirsi responsabile. 

 

Dopo la morte di un essere caro, che rivestiva un ruolo importante nel nucleo affettivo considerato, niente sarà mai più come prima. Nella crescita del bambino il lutto genera uno squilibrio. Esso si verifica nel processo dello sviluppo della sua personalità, nella formazione del suo carattere, nel livello della sua sensibilità. L’impronta è definitiva. E’ quindi importante riconoscere umilmente il bisogno di essere informato e formato per affrontare correttamente il lutto di un bambino. 

 

 La verità è necessaria, perché protegge dall’inganno e quindi rassicura. Deve essere offerta a giuste dosi, ripetuta perché il bambino possa integrare progressivamente il cambiamento irreversibile. Il bambino deve convincersi che la persona morta non sarà mai dimenticata e che lui non è la causa della sua morte. Il bambino ha bisogna di qualcuno che si metta al suo ascolto senza volergli imporre un comportamento “conveniente”.

 

E’ difficile ascoltare la sofferenza, i dubbi, le domande del bambino, ma è imprescindibile per realmente accompagnarlo, al suo passo, con tanto amore e favorire così l’accettazione progressiva del cambiamento della sua realtà esistenziale. 

 

I genitori, i familiari devono essere incoraggiati a chiedere aiuto a dei professionisti correttamente formati al lutto. Alcune associazioni offrono un sostegno alle famiglie in lutto, si dedicano all’ascolto della sofferenza e al supporto di bambini e adolescenti che affrontano queste delicate esperienze di vita.

 

L'Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità A.R.T. è tra queste e porta vanti percorsi di sostegno individuali e di gruppo oltre al percorso rivolto alle scuole Padì - Parole Discrete.