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"La comprensione del dolore nei bambini dai 3 ai 7 anni: un'indagine pilota dell'A.R.T. nelle scuole materne ed elementari"

Per lungo tempo, il problema del dolore è stato sottovalutato e banalizzato. Solo da alcuni anni, si sta sviluppando in Italia una sensibilità dell’opinione pubblica, degli operatori e delle istituzioni verso un nuovo approccio in relazione al dolore ed alla sofferenza inutile. Il dolore non è più considerato un semplice sintomo, ma una sindrome da prevenire o curare in modo adeguato.

Il dolore, quando non è più un campanello d’allarme, ma una componente permanente della vita, diventa inaccettabile. Ancora oggi, ogni anno, il 15-20% della popolazione mondiale soffre di dolore acuto e il 25-30% soffre di dolore cronico. Un numero limitato di ospedali ha iniziato a stilare programmi e ad intraprendere iniziative per lenire la sofferenza dei pazienti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, si impegna nel promuovere delle campagne contro il dolore a livello planetario.

L’A.R.T. Onlus si attiva da anni nell’opera di sensibilizzazione e informazione a temi così delicati e sostiene questa causa attraverso il Progetto Piacenza senza Dolore, ideato da Amanda Castello, fondatrice dell’A.R.T.

Per affrontare e curare adeguatamente il dolore, è necessaria una quantificazione tale da permettere un intervento mirato ed efficace. A tale scopo sono state create varie scale che forniscono un quadro dell’intensità del dolore e il suo andamento nel tempo. Non dimentichiamoci che il dolore e la sua percezione sono fenomeni soggettivi: ci sono persone con una soglia del dolore più alta di altre.

Essendo il dolore un esperienza individuale, le metodiche più frequentemente usate per la sua misurazione sono di natura soggettiva: il livello di dolore non dipende da quanto gli altri pensano che la persona soffra, ma da quanto la persona dice di soffrire.

L’ultima iniziativa dell’A.R.T. è il Regolo di Padì – A.R.T. per la misurazione del dolore.


Si tratta di una scala analogica visiva VAS di tipo WONG BAKER: consiste in una serie di disegni raffiguranti diverse espressioni facciali, che rappresentano le variazioni di gravità del dolore. Il bambino è chiamato a valutare il suo dolore scegliendo il disegno che più corrisponde al livello della propria esperienza dolorosa. Il Regolo di Padì – A.R.T. è estremamente utile per rilevare, identificare e monitorare il dolore. Con il Regolo di Padì – A.R.T. è possibile “fotografare” il dolore e prenderlo realmente in considerazione.

La ricerca è supportata dal percorso formativo Padì Parole Discrete.
L’équipe di formatrici di Padì gestisce gli incontri nelle classi affrontando i temi delle emozioni e del dolore. Per raccogliere dati sulla percezione del dolore nei bambini, l’équipe ha ideato una griglia di rilevazione dove sono riportati in orizzontale i giorni della settimana, sotto ad essi le faccine del Regolo Padì - A.R.T. e in orizzontale i nomi dei bambini. Ogni casella (una per ogni giorno) segnala il livello di dolore percepito. La rilevazione si compierà su 5 giorni (dal lunedì al venerdì).

La griglia verrà utilizzata dai bambini della classe ogni giorno: con la guida dei/delle maestri/e o professori/esse indicheranno l’intensità del loro dolore e di quello di un loro familiare che vive o ha vissuto un problema di dolore. Il “monitoraggio” durerà 4 settimane.

La griglia di rilevazione si integra con il questionario osservativo, la cui compilazione è affidata all’insegnante. Attraverso alcune domande specifiche, nel questionario sono indagati ipotetici cambiamenti nella percezione, osservazione, verbalizzazione e comprensione del dolore nei bambini a seguito dell’utilizzo del Regolo di Padì – A.R.T.

Il questionario aiuterà a capire se l’uso continuo e metodico del Regolo con gli allievi ha aiutato a:
a. favorire una maggiore consapevolezza del dolore
b. incrementare la percezione del dolore individuale, contribuendo a dar loro la consapevolezza della soggettività del dolore
c. sviluppare una maggiore attenzione al dolore dell’Altro
d. migliorare la comunicazione della percezione dolorosa ai propri cari
e. potenziare la comunicazione della percezione dolorosa al proprio medico curante
f. verificare l’eventuale effetto sulla presa in carico e sul trattamento al dolore
g. contribuire ad una trasformazione culturale della società a partire dai più giovani.

Attualmente la ricerca è stata realizzata in due prime elementari di Landriano (Pv) dove durante lo scorso anno scolastico è stato attivato il percorso Padì Parole Discrete.
Abbiamo trattato con i bambini il tema delle emozioni, della sofferenza e del dolore fisico. I bambini hanno imparato ad utilizzare il Regolo Padì A.R.T. non solo a scuola con la maestra e i compagni, ma anche a casa con i genitori, i nonni e gli amici.

 "Ricerca sui bisogni della popolazione anziana dell'Alta Val Nure" (on line a breve)

Altre ricerche saranno on line a breve